Centro Ottico Casale

Diagnosi del cheratocono

La diagnosi del cheratocono è effettuata dai medici grazie alla topografia corneale (o mappa corneale), un esame non invasivo, che misura la curvatura della cornea e permette di valutare la gravità della malattia.

 
Come vede chi È AFFETTO DA CHERATOCONO? In presenza di un cheratocono in fase iniziale, il paziente può riferire la comparsa di una visione sfocata, soprattutto da lontano, con aumento delle sensibilità alla luce e percezione delle immagini distorte.
 
Cosa può succedere se si TRASCURA il CHERATOCONO?
 
Si possono formare microcicatrici che opacizzano la cornea e questa si può assottigliare sempre di più fino a perforarsi con possibile rischio di perdere non solo la vista, ma anche l’integrità del bulbo oculare.
 
 
Attualmente l’unica terapia che riesce a stabilizzare il cheratocono e a determinare quindi una guarigione, nel senso di fermarne l’evoluzione, è l’intervento di crosslinking corneale. Un po’ alla volta nel corso degli ultimi anni hanno iniziato a svilupparsi varie tecniche diverse di cross linking.
 
 
Il cheratocono é una malattia progressiva non infiammatoria della cornea che insorge solitamente fra i 14 e i 20 anni, caratterizzata da uno sfiancamento del tessuto della cornea; la cornea tende ad assottigliarsi e ad assumere una forma irregolarmente appuntita, a “cono”.
 
 
Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea che, nel corso del tempo, può andare incontro a peggioramento e comportare gravi disturbi della visione.
 
 
Inoltre, il cheratocono viene spesso associato con: lesioni o danni alla cornea: vigoroso sfregamento dell’occhio, irritazione cronica, indossare le lenti a contatto per periodi prolungati ecc. Altre condizioni oculari, tra cui: retinite pigmentosa, retinopatia del prematuro e cheratocongiuntivite primaverile.
 
 
Il cheratocono colpisce circa una persona su 2000. Generalmente è binoculare (96% dei casi) anche se inizialmente la malattia può colpire un solo occhio, che, nelle fasi avanzate, risulterà il più grave dal punto di vista clinico.
 
 
Come vede chi è affetto da  CHERATOCONO?
 
In presenza di un cheratocono in fase iniziale, il paziente può riferire la comparsa di una visione sfocata, soprattutto da lontano, con aumento delle sensibilità alla luce e percezione delle immagini distorte.
______________________________________________________________________
 
 
Normalmente la correzione ottica del cheratocono può essere eseguita con occhiali negli stadi molto iniziali.
Negli stadi più avanzati gli occhiali, a causa delle forti distorsioni, non possono garantire un risultato soddisfacente. In questi casi l’unica soluzione è l’uso di lenti a contatto rigide o semirigide.

Lenti a contatto per cheratocono

Negli anni, la gestione del cheratocono (KC) è stata resa possibile grazie all’ausilio di svariati tipi di lenti a contatto.

Oggi abbiamo a disposizione oltre alle tradizionali morbide “usa e getta”, quelle  customizzate e spessorate, le rigide gas permeabili corneali (RGP), le RGP + Piggyback (una RGP appoggiata su di una lente morbida), le Ibride ed infine le minisclerali o sclerali. La soluzione contattologica migliore dovrebbe soddisfare contemporaneamente questi tre requisiti: visione adeguata, comfort ed appropriata salute oculare.